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Paragrafo 4 . Crescita demografica e condizioni di vita.

     
La  popolazione  mondiale, che intorno al 1950  ammontava  a  circa  2
miliardi  e  mezzo  di  abitanti,  cresciuta  ad  un  ritmo  alquanto
sostenuto nei decenni seguenti, raggiungendo i 4 miliardi e mezzo  nel
1980 e i 5,3 nel 1990. Tale crescita  la risultante di situazioni geo-
demografiche profondamente differenziate.
     Nei  paesi  economicamente avanzati un elevato ritmo di  crescita
si    verificato  dalla  fine  della  guerra  all'inizio  degli  anni
Sessanta; successivamente i tassi di incremento demografico sono stati
molto  contenuti  e  in  qualche caso nulli  o  addirittura  negativi.
Infatti,  il  calo  della mortalit, determinato dai  progressi  della
medicina,  della  chirurgia e dell'igiene e dalle migliori  condizioni
alimentari,    stato  compensato dalla  diminuzione  della  natalit,
originata  da  vari fattori: una ampia diffusione di pratiche  per  il
controllo   delle   nascite,  il  ritardo  nell'et  del   matrimonio,
l'incremento del lavoro femminile, la maggiore incidenza  sui  bilanci
familiari  delle spese per il mantenimento e l'educazione  dei  figli,
una  concezione della qualit della vita che assegna un peso rilevante
al   benessere   materiale,  la  minore  influenza   delle   religioni
tradizionali.
     Nei  paesi  in  via  di  sviluppo  invece,  si    verificato  un
sensibile e rapido calo della mortalit, grazie all'importazione delle
moderne tecniche mediche
     
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     e   sanitarie,  ma  la  fecondit  si    mantenuta  su   livelli
generalmente  elevati, perch legata a fattori culturali difficili  da
ridimensionare.  Di  conseguenza, fra il 1950 e il 1990,  l'incremento
demografico  dei  paesi  arretrati    stato  del  143%,  notevolmente
superiore  al  45% dei paesi avanzati, e la popolazione complessiva  
passata dai due terzi a pi dei tre quarti del totale mondiale.
     Nei  paesi  avanzati  la crescita della percentuale  di  anziani,
derivata  dal contemporaneo calo della mortalit e della natalit,  ha
determinato un invecchiamento della popolazione. Questo ha inciso  sul
sistema   economico,  perch  ha  fatto  abbassare  la   quota   della
popolazione  in  et  lavorativa e ha richiesto  un  maggiore  impegno
finanziario per le spese previdenziali ed assistenziali.
     Fenomeno  tipico di tutti i paesi, sia arretrati che avanzati,  
stato  l'aumento  della  popolazione  urbana,  che  ha  portato   alla
formazione di grandi citt e megalopoli, spesso afflitte da gravissimi
problemi sociali, urbanistici ed ambientali.
     Nelle aree economicamente avanzate, nel corso della seconda  met
del  Novecento,  si    verificato un  progressivo  miglioramento  del
livello  di  vita. Lo sviluppo dell'economia e i successi delle  lotte
sindacali hanno consentito ai lavoratori di poter fruire di un miglior
trattamento  salariale  e di meno pesanti condizioni  di  lavoro.  Gli
stati   hanno  attuato  programmi  volti  a  garantire  ai   cittadini
l'assistenza sanitaria, la previdenza, l'istruzione di base  ed  altre
prestazioni  sociali.  Il  progresso della  scienza  medica  e  quello
scientifico  e tecnologico in generale hanno assicurato  una  migliore
qualit della vita.
     L'innalzamento  del  livello di vita non  ha  attenuato  per  le
diseguaglianze  economiche e gli squilibri sociali;  la  ricchezza  ha
continuato  ad  essere concentrata nelle mani di  pochi  privilegiati,
mentre  alle  tradizionali  forme di povert  e  di  disagio  si  sono
aggiunte  quelle  derivanti  da una sempre pi  estesa  disoccupazione
giovanile,  dall'aumento della popolazione anziana, spesso  emarginata
una  volta  uscita dal ciclo produttivo, e dal crescente  afflusso  di
immigrati  dai  paesi arretrati, costretti a vivere ai  margini  della
societ.
